Nelle regioni montane i sistemi zootecnici con piccoli ruminanti possono rappresentare un'interessante realtà per i risvolti ecologici e di protezione della biodiversità animale che comportano.
L'allevamento ovino (come del resto quello caprino) e in particolare quello di razze autoctone è in grado di adattarsi alle più svariate condizioni ambientali, conquistando pascoli non altrimenti accessibili ad altri animali di interesse zootecnico e ottimizzando conseguentemente l'agro-ecosistema. La vegetazione erbacea brucata dalle pecore infatti assicura la protezione del suolo, un buon grado di biodiversità, la diminuzione delle erbe infestante e delle essenze arbustive, l'accumulo di sostanza organica utile al mantenimento della fertilità del terreno, migliorandone la composizione naturale oltre a svolgere indirettamente una funzione paesaggistica e di fruibilità ricreativa.
Naturalmente il pascolamento deve essere razionalizzato dall'uomo e sono necessari interventi di politica agricola mirati al recupero delle aree montane abbandonate. Gli stessi territori percorsi (tratturi) dalle greggi transumanti, evidenziano la presenza di un interessante “reticolo ecologico”, che va però sempre più riducendosi e per il quale sarebbero opportune misure di salvaguardia.

L'allevamento ovino, in particolare, ha radici profonde nella nostra Provincia e possiede dunque un'importante connotazione di identità storico-culturale per il nostro territorio così come la lavorazione della lana.


…Vedi un pastore che passa con il suo gregge e senti un desiderio di liberarti di tutto quello che di artificioso ti circonda e di partire e di andare per strade polverose con la solida e vecchia terra sotto i piedi e l’ampio e vecchio cielo sopra la testa e respirare aria che sa di aria vera e vedere nuvole e vaste distese di terra ed erbe e fiori…

da G. Bini - G. Vicquery "Fame d'erba"


Fila, fila, filastrocca,
fila, fila dalla rocca:
il gomitolo si fà
guai al gatto se lo vedrà!